Biomeccanica e plantari

Esame baropodometrico e analisi del passo

Che cosa misura davvero la pedana baropodometrica, che cosa non mostra e perché da sola non spiega un dolore. Valutazione a Giubiasco.

Immagine illustrativa: uno schermo mostra le mappe di pressione plantare prodotte da un esame baropodometrico

Il problema

Quando il piede appoggia, il peso non si distribuisce in modo uniforme: alcune zone ricevono più pressione, e la ripartizione cambia durante il passo. Osservare questa distribuzione a occhio nudo è possibile solo in parte, perché il contatto avviene sotto il piede e dura frazioni di secondo.

L'esame baropodometrico misura la pressione esercitata dal piede su una superficie sensibile, in stazione eretta e durante il cammino. L'analisi del passo osserva come le fasi si susseguono e come i due lati si confrontano.

Sono strumenti di osservazione, non di spiegazione: restituiscono una misura, non una causa. La misura è utile quando viene letta insieme all'esame clinico, al cammino e alla calzatura — non da sola.

Come si svolge la valutazione

  1. Prima l'esame clinico. Anamnesi, esame del piede in scarico e in carico, osservazione del cammino. Senza questo, la misura non ha contesto.
  2. Rilievo in stazione eretta. Distribuzione della pressione con il peso ripartito sui due piedi, e oscillazioni durante il mantenimento della posizione.
  3. Rilievo dinamico. Alcuni passaggi sulla pedana a passo naturale, per osservare le fasi del passo e le differenze fra i due lati.
  4. Confronti, se utili. Con e senza calzatura, con calzature diverse, con l'ortesi in uso.
  5. Restituzione. Che cosa si vede, che cosa non si può concludere, che cosa conviene fare.

I dati rilevati restano nella documentazione clinica dello studio. Non vengono pubblicati, non vengono usati come materiale promozionale e non compaiono sul sito.

Che cosa può fare PodoArs

  • Misurare la distribuzione delle pressioni sotto il piede, fermi e durante il cammino, con una precisione che l'occhio non raggiunge.
  • Osservare le fasi del passo e le differenze fra un lato e l'altro.
  • Confrontare condizioni diverse — calzature, ortesi — sulla stessa persona nella stessa seduta: è il confronto che spesso rende evidente quale scelta funziona meglio.
  • Documentare un riferimento da riconfrontare dopo un cambiamento, così da verificare se ciò che è stato fatto ha prodotto un effetto.
  • Integrare la misura con l'esame clinico in una relazione scritta, che sostiene la diagnosi podologica e la scelta del trattamento.

Come si legge il risultato, e che cosa comporta

È uno strumento di supporto alla valutazione e alla diagnosi podologica. I dati sulle pressioni e sull'appoggio si interpretano insieme all'esame clinico, al cammino e alla calzatura: è questa lettura combinata a orientare la decisione.

Che cosa il risultato della pedana, da solo, non decide. Una zona di ipercarico indica dove il piede riceve più pressione: isolatamente non costituisce una diagnosi, non identifica automaticamente la causa di un dolore e non determina da solo la necessità di un trattamento o di un plantare. Un'immagine a colori è una misura resa visibile, non una prova.

Le condizioni del rilievo contano. Numero di passaggi, velocità del cammino, calzatura, superficie e caratteristiche dello strumento influenzano il risultato: per questo i confronti nel tempo si fanno a condizioni invariate, ed è lo studio a garantirne la ripetibilità.

Quando serve un altro professionista. L'esame non sostituisce una radiografia, un'ecografia o una risonanza, che sono esami medici con finalità diverse. Se emerge qualcosa che richiede un approfondimento, lo studio documenta l'osservazione, spiega perché è utile e continua a seguire gli aspetti podologici.

Rappresentazione schematica su uno schermo: la distribuzione del carico plantare sui due piedi, dal blu delle zone meno caricate al rosso di quelle più caricate
Che cosa si legge: dove il piede tocca e quanto preme. Rappresentazione schematica, non il rilievo di un paziente.

Quando serve un invio medico

  • Dolore acuto dopo un trauma, o incapacità di caricare il peso.
  • Gonfiore, rossore e calore localizzati, con o senza febbre.
  • Dolore notturno o a riposo.
  • Alterazioni della sensibilità, formicolii persistenti, debolezza muscolare.
  • Segni di sofferenza circolatoria: piede freddo, pallido, dolore al polpaccio durante la marcia.
  • Deformità o cedimento dell'arco comparsi rapidamente, soprattutto in persona con diabete: invio prioritario (Piede diabetico e piede a rischio).

Domande frequenti

L'esame spiega la causa di un dolore al piede?

No. Mostra come si distribuisce il carico. Il collegamento con il dolore è un'ipotesi clinica, che va costruita insieme all'esame diretto e alla storia della persona.

Serve sempre?

No. Si esegue quando aggiunge informazione utile a una decisione. Quando non ne aggiunge, non si fa.

È doloroso o invasivo?

No. Si tratta di stare in piedi e di camminare su una superficie sensibile.

L'esame sostituisce una radiografia o un'ecografia?

No. Sono esami di natura diversa, prescritti e interpretati dal medico.

Il referto è un documento medico?

No. È una relazione di osservazioni podologiche, che può essere utile al medico curante ma non costituisce una diagnosi medica.

Prestazioni collegate

  • Valutazione biomeccanica del piede

    Esame clinico e funzionale dell'appoggio e del passo. Che cosa la valutazione può osservare, quali sono i suoi limiti e come si svolge.

  • Plantari e ortesi su misura

    Ortesi progettate su rilievo individuale: indicazioni, scelta dei materiali, adattamento e controllo programmato dopo la consegna.

  • Podologia sportiva

    Carichi, gesto, calzatura e superficie in funzione della disciplina praticata. Valutazione dell'appoggio senza promesse di prestazione.

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Autore, revisione e fonti

Autore, revisione e fontiDavid La Rosa, Podologo · revisione clinica · rivista ogni 12 mesi
  • Giacomozzi et al., International scientific consensus on medical plantar pressure measurement devices, Annali dell'Istituto Superiore di Sanità, 2012 — dichiarazione di consenso, non linea guida
  • Regolamento ticinese sull'esercizio della podologia, RL 813.640, in vigore dal 1° gennaio 2026
  • NICE, Diabetic foot problems: prevention and management, NG19
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